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Copertina |
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24 ottobre 2007 |

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Il processo di scomposizione della sinistra che è iniziato oltre 30 anni fa sta giungendo alle sue ultime conseguenze! Le tappe più significative che hanno caratterizzato tale processo partono dalle scelte politiche relative a l'ombrello NATO, la terza via, l'eurocomunismo, lo strappo e soprattutto l'esaurimento della fase propulsiva della Rivoluzione d'Ottobre fino a giungere allo smantellamento totale del PCI. Tale situazione ha prodotto una disgregazione sempre più accentuata dei comunisti. Siamo convinti che dopo la liquidazione del PCI, i comunisti oggi sono variamente dislocati in diverse realtà politiche organizzate (DS, PRC, PdCI, Verdi, associazioni, CGIL, movimenti, ecc…), oltre ai tanti delusi che hanno deciso di non iscriversi più ad alcuna organizzazione di sinistra e che in parte sono finiti anche nell'astensionismo elettorale. Questo processo innescato dalle classi dominanti del nostro paese, favorito dalle ideologie riformiste, massimaliste e laiciste, ha portato alla sconfitta la classe lavoratrice e le sue aspirazioni di emancipazione sociale, alla distruzione della sua rappresentanza politica e della sua cultura. Questa è la vera vittoria della borghesia italiana, oggi ben rappresentata dal Governo di centro destra. Esso potrà essere realmente battuto soltanto su idee forti contenute in un progetto in grado di smantellare sul piano politico ed ideologico il sistema Berlusconiano per la ricostruzione della cultura democratica e comunista nel nostro Paese. Perciò, non bastano più gli slogans e non è sufficiente l'unità di facciata o verticistica delle attuali forze politiche di sinistra in cui la classe lavoratrice non identifica più la propria rappresentanza politica. è necessario ricreare le condizioni in cui realizzare all'interno di un nuovo processo di unità delle sinistre una nuova ricomposizione di classe in cui l'unità dei Comunisti deve rappresentare una delle priorità politiche strategiche più importanti da dover perseguire per dare una risposta complessiva e offrire una prospettiva sociale alternativa all'intero sistema capitalistico. In tal senso, è necessario promuovere iniziative soprattutto rivolte a porre al centro di tutto i lavoratori e i luoghi di lavoro e di produzione, dare visibilità alle condizioni di vita dei lavoratori per difendere con coerenza e intransigenza i loro interessi di classe, lavorare per la loro unità politica e radicarsi nei luoghi di lavoro che rappresentano le fondamenta ideologiche, politiche e organizzative senza le quali non può esistere un vero Partito Comunista. Noi intendiamo lavorare politicamente e culturalmente, insieme a tanti altri compagni diversamente collocati e ad altre associazioni che operano in tal senso, per contribuire a ricreare le condizioni in cui i comunisti possono ritrovare una propria casa politica per ricomporre la propria unità nonché l'unità e la rappresentanza politica della classe lavoratrice. Raggiungere tale obbiettivo in alternativa alle forme ideologiche riformiste, massimaliste e laiche che hanno dimostrato di non essere in grado di rappresen |
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tare una vera alternativa a questa società e di non riuscire a risolvere le crisi strutturali del capitalismo, rappresenta la garanzia per operare veramente su un programma di contenuti di classe per poter battere realmente Berlusconi, ma soprattutto il berlusconismo per creare le premesse a un nuovo modello di sviluppo sociale e culturale in cui il vero protagonista sia la classe lavoratrice! Per questo progetto è nata l'Associazione "Centro Culturale Antonio Gramsci" come strumento d'intervento politico/culturale nel territorio delle province di Milano e Varese sui grandi temi generali per sviluppare ed estendere la battaglia delle idee in difesa della pace, della libertà dei popoli, dell'emancipazione sociale e della lotta contro lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Scopo dell'Associazione è quello di rilanciare le analisi e le teorie di Marx, Engels, Lenin e il pensiero di Antonio Gramsci che rappresentano il terreno su cui potrà riaprirsi un nuovo e vero processo di unità politica della classe lavoratrice, della sinistra e dei comunisti per superare il capitalismo e costruire una società socialista. Dal comunicato stampa del 8 Ottobre 2004 |
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